Per i nostri ospiti preziosi consigli su come godere le bellezze dell’isola attraverso percorsi alternativi.

Questo ardito Arco è la parte superstite di una grande grotta che si addentrava nella montagna. I flutti del mare ne ampliarono l’apertura e asportarono i detriti. Dopo il sollevamento dell’Isola in età paleolitica, la grotta fu sottratta all’azione erosiva delle onde ed il vento e la pioggia ne trasformarono la superficie. Di ritorno dall’Arco Naturale, una scalinata, che si inoltra nella sottostante vallata, conduce alla Grotta di Matermania, grandioso antro naturale trasformato in epoca romana in lussuoso ninfeo. Oggi rimangono pochi resti murari, originariamente rivestiti con tessere musive in pasta vitrea e decorati con stucchi policromi. Oltrepassata la grotta, un comodo sentiero, che si snoda lungo i dirupi che costeggiano il mare, conduce alla Via Pizzolungo ed alla Villa Malaparte (o “Casa come me”) costruita su Punta Massullo e prosegue sino al Belvedere di Tragara, dal quale, per l’omonima via, tra ville, alberghi e giardini fioriti, si raggiunge il centro in pochi minuti (durata 1 ora e 30 minuti).

Come arrivarci
Da Piazza Umberto I, percorrendo le Vie Longano, Sopramonte e Matermania oppure, sempre da Piazza Umberto I, le vie Le Botteghe, Croce e Matermania.
Tempi: 30 minuti.

Sulla posizione strategica di questo pianoro, i francesi piazzarono nel 1808, un cannone per la difesa del settore sud dell’Isola. Nel ‘900 e durante il soggiorno della folta colonia di artisti tedeschi che vi sostavano per dipingere, prese il nome di “Mahler Platte” (Piazzetta dei Pittori). Da qui si possono ammirare i Faraglioni, lo Scoglio delle Sirene, la Certosa, i Giardini di Augusto e la Grotta delle Felci, importante stazione preistorica, dove sono stati rinvenuti reperti databili dall’era paleolitica all’età del bronzo.

Come arrivarci
Da Piazza Umberto I, per via Madre Serafina e via Castello.
Tempi: 20 minuti.

Si articola in due nuclei abitativi: uno delimitato dalle Vie M. Serafina, S. Aniello, l’Abate e Posterla (piccola porta), sviluppatosi intorno alle Case Grandi dopo il 1300; 1300; l’altro, sul lato nord (dietro Piazza Umberto I), ma molto più antico, sorto intorno alla piccola chiesa di S. Maria delle Grazie (scolo XI), parrocchia di Capri fino al 1556. Intorno si diramano le vie Listrieri (strettoie), Li Curti, Parroco Canale, Le Botteghe e Longano (dal greco longones=grandi pietre), la quale si snoda lungo le mura megalitiche del VII sec. A.C. Questi due quartieri erano costituiti da piccole case con altrettante piccole “corti” chiuse, spesso contigue ed attraversate dalle strette strade coperte a volta che potevano essere facilmente sbarrate per la difesa contro le incursioni saracene.

Nel 1862, allo scrittore francese Maxime Du Camp, Marina Grande apparve come “…un’esigua spiaggia cosparsa di ciottoli e ingombra di barche tirate a secco, una fila di case dal tetto piatto allineate di fronte al mare…”. Mancando il porto, le persone che arrivavano erano costrette a scendere sull’arenile, portate a cavalcioni dai marinai. Solo nel 1876 fu costruito un rudimentale pontile ed occorrerà attendere il 1928 per la costruzione di una prima banchina destinata alle operazioni di sbarco e di imbarco. Al termine dell’attuale molo, su piazza Vittoria, è ubicata la stazione della funicolare per Capri, quella degli autobus per Capri ed Anacapri ed il posteggio dei taxi. A sinistra del piazzale, proseguendo per via Cristoforo Colombo, superato il “largo Fontana” ed il borgo marinaro, si raggiunge il porto turistico.

È l’approdo meridionale dell’isola, situato in una pittoresca insenatura ai piedi dei dirupi del Monte Solaro. Il piccolo abitato si affaccia sulla Marina di Pennaulo ad est e sulla Marina di Mulo ad ovest. Fino alla fine dell’Ottocento comprendeva un piccolo gruppo di case di pescatori sovrastanti due spiaggette di ghiaia nei pressi di un antico approdo di origine romana e il famoso Scoglio delle Sirene, dedicato dalla voce popolare alle mitiche incantatrici. Agli inizi del Novecento, la località fu ritratta da molti artisti stranieri i cui quadri sono esposti nei musei più famosi. Dalla fine della prima guerra mondiale si è notevolmente sviluppata per l’attrazione che la sua fortunata posizione ha esercitato sul turismo balneare.

Come arrivare
Da Piazzetta Martiri d’Ungheria con autobus di linea o taxi (10 min.).
A piedi, per la scorciatoia di via Mulo, che si imbocca alla fine di via Roma e scende fino al mare con una sere di scalette (20 min.).

Questa strada, suggestiva e panoramica, conduce all’omonimo Belvedere ed ai sottostanti Faraglioni. Il ricordo della colonizzazione greca sopravvive nel suo toponimo che significa “recinto o chiuso delle capre”. Dall’attuale villa La Certosella aveva inizio l’imponente complesso residenziale romano del quale resta solo il pavimento in marmo ricomposto nella Cappella del Rosario della ex Cattedrale di S. Stefano.

Come arrivarci
Da Piazza Umberto I, a piedi, per via V. Emanuele e via Camerelle (20 min.).

Fu ideata dall’industriale dell’acciaio tedesco A. F. Krupp, che a tale scopo acquistò il “Fondo Certosa”, dove in parte sorgono i Giardini di Augusto. La strada, che da qui ha inizio, fu costruita nel 1902 su progetto dell’ing. E. Mayer e con i suoi caratteristci zig-zag conduce a Marina Piccola. Secondo l’architetto R. Pane essa dimostra “che anche una strada può essere un’opera d’arte, non per modo di dire, ma proprio nel significato estetico della parola”.

Come arrivarci
Da Piazza Umberto I, a piedi, per via V. Emanuele, via F. Serena e via Matteotti (15 min.).

Giardini di Augusto
Orari di visita
9.00-19.30

Orari di visita invernali
9.00-17.30

Ingresso EUR 1,00 (1° marzo-15 novembre)
Per i minori aventi meno di 12 anni e per i residenti a Capri e ad Anacapri l’ingresso è sempre gratuito.

Via Krupp
La strada è chiusa

Il giro in barca intorno all’isola inizia da Marina Grande. Dirigendosi verso occidente, si costeggiano la spiaggia di Marina Grande e i Bagni di Tiberio. Il tratto di costa successivo è costituito dall’alta falesia calcarea con fenditure e grotte sormontate da una ricca vegetazione autoctona. Superata la Punta di Gradola, si giunge alla Grotta Azzurra. Continuando il giro verso ovest, si passa per Cala del Rio, la cala più grande del lato ovest dell’isola e Cala del Tombosiello, più conosciuta come Cala di Limmo. Doppiato il Faro di Punta Carena, si procede sino ad incontrare la Grotta dei Santi, all’interno della quale l’erosione calcarea e l’azione del mare hanno modellato forme che ricordano statue con soggetto religioso; la Grotta Rossa, così definita dal colore scuro delle acque dovuto alle alghe ed alla infiorescenze subacquee; la Grotta Verde, ricca di effetti luminosi e cromatici. Nel tratto successivo, dall’ampia insenatura di Cala Ventroso, sovrastata da ripidi e scoscesi versanti, sino al termine della zona costiera di Marina Piccola non vi sono grotte. Poco oltre, superata la Cala di Torre Saracena, si apre, sotto la via Krupp, la Grotta dell’Arsenale, adibita, in età romana, a tempio e ninfeo. Il suo nome deriva dall’uso militare che ne è stato fatto in epoca medioevale e recente. Circa 200 m. più ad est, proprio sotto la Certosa di San Giacomo, si trova la Grotta Oscura, il cui accesso è ostruito da una frana che, nel 1808, coinvolse la torre di guardia della Certosa. Poco più avanti, in una piccola e riparata insenatura, si apre la grotta denominata Albergo dei Marinai, usata dai pescatori come rifugio durante le burrasche improvvise. Doppiata la Punta di Tragara con le rocce dei Faraglioni, si arriva ben presto al porticciolo di Tragara. Lo scoglio solitario che si trova di fronte è denominato il Monacone. Alcuni resti di costruzioni romane hanno alimentato la leggenda che su di esso fosse sepolto Masgaba, l’architetto africano di Ottaviano Augusto. Proseguendo, in direzione della Cala del Fico, antistante la Punta Massullo, sulla quale si erge Villa Malaparte, ed oltrepassata la Cala di Matermania, ai piedi di un ampio anfiteatro verdeggiante, si raggiungono la Grotta Bianca e la Grotta Meravigliosa. Accessibili l’una dal mare e l’altra da una scaletta con approdo, consentono di ammirare straordinari effetti dovuti ai riflessi dell’acqua sulle bizzarre formazioni stalattitiche. La costa, che in precedenza precipitava a perpendicolo nel mare da circa 200 metri di altezza con pareti molto degradate ed ampiamente franate, diviene alta e brulla, segnata da rada macchia mediterranea e da erosioni nella roccia calcarea. Sino alla successiva Punta del Monaco non si aprono grotte di una certa importanza. Superata la cala sottostante il Salto di Tiberio, si raggiunge il piccolo faro automatico posto su un basso scoglio detto Longa di Basso. In alto è visibile la selva originaria, costituita prevalentemente da lecci (quercus ilex). Oltre la Punta del Capo, si costeggia un tratto caratterizzato da grossi blocchi rocciosi dopo il quale si erge, isolato dalla costa, lo Scoglio della Ricotta. Superata la Punta Fucile, così denominata per la caratteristica forma della fenditura che si staglia sulle sue rocce, si giunge alla Grotta del Bove Marino, rifugio della foca monaca, un tempo diffusa nel Mediterraneo. Segue l’ultima insenatura prima del ritorno a Marina Grande: Marina di Caterola, originata, nel 1971, dal crollo di un tratto del sovrastante costone calcareo.

L’escursione (circa 2 ore) non è effettuabile nei giorni con avverse condizioni meteo-marine.

L’attuale via ricalca l’antico tracciato della strada romana che da Capodimonte, fine della scala greco-romana, attraversava la parte a monte del territorio di Anacapri, per raggiungere il Belvedere che si affaccia a strapiombo sulle cale del Tuoro e del Limmo, terminante, questa, con la Punta Carena ed il Faro. Fino al secolo scorso si potevano osservare, in sito, frantumi di fabbriche e frammenti di intonaci colorati, facenti parte di un insediamento romano.

Come arrivarci
Da Piazza Vittoria, per via Capodimonte, vicino alla seggiovia per Monte Solaro (40 min.).

Lo sviluppo di questo quartiere seicentesco è legato alla costruzione della chiesa di S. Sofia ed allo spostamento della popolazione più a valle verso i più ampi terreni coltivabili. Deve la sua denominazione al complesso di case, sorte intorno alla vecchia piazza delle Ficacciate, e coperte con volte a botte e a padiglione, che in dialetto napoletano sono dette “boffe”.

Come arrivarci
Da Piazza Vittoria, per via G. Orlandi, Piazza San Nicola e via Finestrale, oppure per via G. Orlandi, Piazza Diaz e via Le Boffe (5 min.).

La massiccia elevazione del Monte Solaro regala dalla sommità (589 m) una vista spettacolare sull’isola, sui Golfi di Napoli e Salerno e verso Ischia. La cima si raggiunge in seggiovia da piazza Vittoria o a piedi da via Capodimonte-via Monte Solaro e successivo sentiero. Più agevole la discesa di circa un’ora, d’obbligo in ogni caso la deviazione all’eremo di Cetrella, aggrappato a un balcone-belvedere naturale di roccia. Risale al XIV sec. fondato dai Certosini e poetico nell’isolamento e nell’armonioso gioco delle voltine. Pare debba il nome all’aromatica “erba cetra” (melissa): tutto il Solaro è scrigno delle più preziose rarità botaniche. Prima dell’eremo la casa dello scrittore C. Mackenzie è stata ristrutturata dagli “Amici di Cetrella”e trasformata in centro-studi su flora e fauna locali aperto ai visitatori (tel. 081.8371157) con biblioteca e giardino (piccola raccolta di specie tipiche).

Come arrivarci
Da Piazza Vittoria, con la seggiovia che costeggia il versante ovest del monte tra vigne, orti e, successivamente, nella macchia e tra gruppi di pini (12 min.).
Per il sentiero, che ha inizio a metà del viale Axel Munthe (circa 1 ora e 30).

Approdo e località balneare, questa pittoresca insenatura situata a sud-ovest dell’isola, è incastonata in un paesaggio di schietta impronta mediterranea. Il Faro, edificato più di un secolo fa, è, dopo quello di Genova, il secondo d’Italia per dimensioni e potenza.

Come arrivarci
Da Anacapri, piazzetta Cimitero, con autobus di linea, oppure, da Piazza Vittoria, in taxi (10 minuti).
A piedi, da Piazzetta Caprile (40 minuti).

Sulla costa occidentale dell’isola si snoda un lungo percorso di rara bellezza, alla scoperta dei profumi intensi e dei colori della macchia mediterranea. Tra cornici di roccia di scultorei promontori e baie profonde come fiordi dalle acque turchesi sono incastonati i fortini che danno il nome alla via. Costruiti al tempo delle incursioni saracene, sono stati trasformati in “ridotte” per artiglieria a tiro corto dagli Inglesi e dai Francesi durante le guerre napoleoniche. Ora solo il vento e il mare fanno udire la loro voce senza tempo dove si è alzato il rombo dei cannoni. Qui vivono, in un’eco infinita, le parole di una poesia di Rainer M. Rilke, innamorato di Anacapri: “Soffio antichissimo del mare / che spiri quasi soltanto per rocce primordiali / nient’altro che spazio / trascinando con te da lontano”. Sedersi sulle rocce traforate come pezzi e contemplare il mutare dei colori nel lento trascorrere delle ore dona una pace profonda e mette in contatto con la parte più autentica di se stessi. L’Alto valore paesaggistico e storico della zona ha indotto il Comune di Anacapri a realizzare, con i contributi finanziari stanziati, nel 1998, dalla Comunità Europea, i lavori di restauro dei fortini e dei sentieri di collegamento.

(Autrice Tullia G. Rizzotti, dal capitolo “Il respiro del vento” (pag.47) tratto da “Capri in fiore” Copyright 2003 – Editoriale Giorgio Mondadori, tutti i diritti riservati dalla legge sui diritti d’autore. Pubblicazione sponsorizzata dall’Azienda di Soggiorno e Turismo Isola di Capri).

Nel 2004, il Comune di Anacapri e l’Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo dell’Isola di Capri hanno dato vita all’Ecomuseo dei Fortini, con l’apposizione di tabelle in maiolica che ne descrivono la storia e la flora e la fauna presente.

Come arrivare
Il sentiero parte da Punta Carena (o, viceversa, da Punta dell’Arcera) e si snoda lungo la costa occidentale dell’isola sino a terminare nelle vicinanze della Punta dell’Arcera, al di sotto della strada che da Anacapri conduce alla Grotta Azzurra. Da qui si ritorna nel centro di Anacapri con autobus di linea o in taxi (tel. 081 8371175). Lungo il percorso, tra i suggestivi colori della flora mediterranea, incastonati tra piccoli promontori, si trovano i fortini di Pino, Mésola.

Lunghezza complessiva: 5,2 Km.
Dislivello: 120 m.
Tempo minimo di percorremza: 4-5 ore.

È possibile spezzare il percorso in “tranches” più brevi, ricollegandosi alle strade che lo intersecano a varie altezze.

Nel vasto panorama dell’escursionismo isolano, il “Passetiello” rappresenta uno dei sentieri “per eccellenza”, quello che gli amanti veri della natura e del buon camminare devono aver percorso almeno una volta… È sicuramente tra i più suggestivi, non solo per l’immersione nella macchia mediterranea ma anche per la varietà degli scenari paesaggistici che si aprono agli occhi del visitatore. Una vecchia mulattiera, antica strada di collegamento tra Capri ed Anacapri, che, partendo dalla località Due Golfi, a pochi passi dal centro di Capri, si inerpica lungo il costone roccioso, fino a giungere nel territorio anacaprese, nella valletta di Cetrella. Il sentiero è per appassionati, poiché presenta dei tratti con svariate difficoltà, con lunghi passi in salita e dove, naturalmente, è opportuno avere un abbigliamento idoneo e soprattutto scarpe adatte. Nella prima parte di percorso si incontra un bosco a Leccio, uno dei tre frammenti di lecceta ancora presenti sull’isola, con la tipica flora mediterranea, che poi confluisce in un bosco misto a caducifoglie, che prolifera in quella zona grazie alle correnti marine che risalendo, creano l’ideale microclima. Infine si raggiunge il Passetiello dove, scavalcando un alto scalone di roccia, appare davanti lo scenario dei Faraglioni con Marina Piccola. L’arrivo alla valletta di Cetrella con il suo eremo, chiude l’affascinante percorso, dove si incontrano un tipico castagneto ed il vallone dell’Anginola con una pineta a pino nero (Pinus nigra), essenza arborea originaria dell’Asia Minore e dei complessi montuosi dell’Europa orientale. Da Cetrella è possibile ritornare nel centro di Anacapri attraverso un sentiero oppure, risalendo ancora verso il Monte Solaro, con il servizio di seggiovia.

Come arrivarci
Località Due Golfi. Dopo la zona abitata e campi coltivati, tra boschetti di leccio e macchia alta si raggiunge la valle di Cetrella, nei pressi dell’antichissimo eremo di S. Maria, con vista splendida sui Faraglioni.
Quota max. raggiunta: m. 589 – Tempo di percorrenza: 3 ore circa.

Il Parco Filosofico, con il Belvedere della Migliera è un luogo magico. Basta percorrere i piccoli sentieri che lo compongono, immersi nella natura incontaminata della macchia mediterranea dell’isola. Lungo i sentieri, è possibile trovare circa sessanta citazioni filosofiche, a cominciare da un’antica iscrizione di Delphi e continuando fino ad Einstein. Suggestivo l’incontro con il pensiero dei saggi nel silenzio di un luogo di rara bellezza naturale. Nei pressi del Parco, è possibile trovare un libricino di questi detti, con qualche “Meditazione sulla Saggezza Occidentale”.

Come arrivare
Da Piazza Vittoria, per via Capodimonte, vicino alla seggiovia per Monte Solaro (40 min.).